COLOR
OUTSIDE
THE LINES

Non dipingevo da anni. Ma questo quadro ce l'avevo in testa da tanto, e quasi ogni suo pezzo ha un significato.

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DA DOVE NASCE

Nasce da
mia nonna.

Per anni è stata lei a comprare la Settimana Enigmistica per me. Durante l'anno strappava la pagina col gioco dell'unisci i puntini e la metteva da parte, e prima dell'estate me ne consegnava un pacco intero. È una cosa che faccio da quando sono bambino. Mi sono ritrovato con pile di quelle pagine, e non ne ho mai buttata una: in fondo sapevo che prima o poi ci avrei fatto qualcosa.

L'IDEA

Così ho ritagliato
la mia infanzia.

Ci ho pensato per giorni. Volevo qualcosa che venisse dritto dalla mia infanzia e che lasciasse un messaggio vero, non una frase, qualcosa di vissuto. Allora ho iniziato a ritagliare ogni disegnino finito di quei giochi. Centinaia di piccole scene. Le ho incollate sulla tela, nero su bianco, e quello è diventato lo sfondo.

Poi ho iniziato a metterci dentro quello che significa davvero. Guarda meglio.

Lo sfondo
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Lo sfondo

Ogni quadratino è una piccola scena finita di quelle pagine. Messe tutte insieme diventano i piccoli episodi di una vita. Mi piace pensare che ci sia sempre stato qualcosa di non fisico a guardarle in terza persona. Chiamalo il pensiero creativo, che in ogni momento immagazzina tutto per dopo.

Color Outside The Lines
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Color Outside The Lines

Tre parole in mezzo alla tela. Non le ho scritte sopra il collage, le ho dipinte a colori, staccate dal nero su bianco, di proposito. Colorare fuori dalle linee. Le linee che la società e il sistema ti disegnano, le stesse che a scuola ti dicono di non superare mai.

Chi tiene il pennello
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Chi tiene il pennello

È Topolino a dipingere il titolo. È con me da sempre. Mia mamma teneva un'intera collezione di Topolino di quando era piccola, e io me li sfogliavo, copiavo i disegni, guardavo i cartoni con lei e mia sorella. Fa parte di dove nasce la mia creatività. Guarda l'orecchio: ha la forma del 369. Negli ultimi anni sono entrato a fondo nella manifestazione e nel 369, cose che avevo conosciuto attraverso il buddismo di Nichiren Daishonin, ed è la stessa idea di tutto il quadro. Uscire dallo schema.

Lenski, la tempera
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Lenski, la tempera

Il rosso lo prende da un secchiello con scritto “Lenski” a mano, come se fosse il nome della tempera. È lo scherzo e la verità insieme. Lenski è la tempera creativa, quella che ti lascia colorare fuori dalle linee che ti avevano detto di lasciare stare.

L'errore che ce l'ha fatta
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L'errore che ce l'ha fatta

Verso la fine ho sporcato di rosso dove non dovevo. Una macchia che non riuscivo a tenere, dovevo coprirla. Ho ritagliato un personaggio da uno dei disegni che non avevo incollato, uno che corre con una valigia da cui volano fogli, e l'ho dipinto di verde. È l'unico uscito dal nero su bianco. Colorato, sopra tutti, già per strada. I fogli che perde? Li ho trasformati in banconote. I soldi come un modo per essere libero.

Firmato
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Firmato

In basso a destra, la firma. Una volta messa, il quadro era finito.

FAI UN PASSO INDIETRO

Il quadro
intero.

Color Outside The Lines

Fai un passo indietro e torna tutto insieme. Il caos è sempre stato voluto. L'ordine non era il punto. Il colore sì.

UN'ULTIMA COSA

Questo
è per lei.

Questo quadro l'ho fatto per mia nonna. È lei che mi ha sempre detto di non cambiare mai, di inseguire quello che voglio, di continuare a creare cose che non ha fatto nessuno, di puntare in alto senza paura. Ha creduto in me dall'inizio. Le pagine erano sue, prima. E anche questo lo è.